La donna della domenica

Da Wikipedia

Il romanzo è ambientato a Torino e narra dell’indagine del commissario Santamaria sull’omicidio dell’architetto Garrone, personaggio che conduce una vita di squallidi espedienti a margine della Torino “bene”. L’architetto viene trovato ucciso nel suo pied-à-terre con il cranio sfondato da un fallo di pietra. Tra i protagonisti della vicenda ci sono anche gli amici Anna Carla Dosio e Massimo Campi. La prima è la moglie di un ricco industriale, il secondo è un giovane della buona borghesia torinese che trascina stancamente una relazione omosessuale con Lello Riviera, piccolo impiegato comunale con velleità da intellettuale. Anna Carla e Massimo sono tra i primi sospettati, poiché Garrone fa parte, insieme con altri personaggi, di un loro “teatrino privato”, nel quale stigmatizzano i vizi, le affettazioni, il cattivo gusto dei loro conoscenti. Stanca del personaggio di Garrone, Anna Carla propone a Massimo, in una lettera risentita, poi non spedita ma finita ugualmente nelle mani della polizia, di “eliminarlo” dalla loro vita. Da quel momento i due saranno coinvolti, loro malgrado, nel’indagine. Anche Lello, avvertendo che la sua relazione con Massimo è prossima alla fine, si appassiona all’indagine, per spirito di rivalsa: arriverà – senza accorgersene del tutto – vicino alla verità, e finirà ucciso dall’assassino di Garrone presso il Balon, il mercatino delle pulci di Torino. Il commissario Santamaria (che al termine della vicenda avrà un’avventura con Anna Carla) arriva alla soluzione del caso attraverso un proverbio piemontese, La cativa lavandera a treuva mai lo bon-a pèra (La cattiva lavandaia non trova mai la buona pietra).[1] Attorno ai personaggi principali ruotano numerose altre figure, delle più diverse estrazioni sociali: le anziane sorelle Tabusso, rintanate con la domestica nella loro villa in collina, assediata da un florido traffico di prostitute e clienti; il gallerista Vollero che, pur temendo di essere scoperto dai suoi clienti, si rifornisce di cornici al Balon; l’americanista Bonetto, un intellettuale immaturo, perso dietro improbabili, inutili (e probabilmente immaginarie) schermaglie culturali con odiati colleghi. Per tale ricchezza di personaggi e per la profondità dell’analisi psicologica il romanzo costituisce un vivido ritratto della società torinese di quegli anni.

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